Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2011


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RASSEGNA STAMPA: In questa pagina raccoglieremo d'ora in avanti alcuni articoli apparsi su quotidiani e periodici italiani e internazionali, riguardanati Giancarlo Guardabassi. Sarà un lavoro lungo di ricerca, per ora cominciamo con due interviste recenti a GG.

da IL MESSAGGERO del 14/01/2009:



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"DISCHI CALDI ALLA PERUGINA"
di Corrado Losito

Provare per un attimo a chiudere gli occhi ed a perdersi in un passato lontano ed in una città inizio anni 60 molto diversa da quella attuale dove goliardia faceva rima con voglia di divertirsi mentre amicizia e sincerità appartenevano ad un modus vivendi ormai perduto. Movimenti studenteschi, fermento che si tagliava a fette ma pure tanta beata ed innocua innocenza. E' questo il percorso a ritroso compiuto tra un aneddoto ed un altro da Giancarlo Guardabassi, perugino doc, attuale direttore di Radio Aut Marche: ed è questa la sua Perugia, la “Perugia bella” echeggiando il pezzo di una canzone scritta proprio in onore dei grifoni biancorossi anni Settanta, sospinti da quell'inno storico verso la promozione in serie A.
«Era l’epoca dei gruppi studenteschi post bellici che rispecchiavano le varie divisioni politiche italiane, attivi tanto presso le scuole medie quanto nelle Università», ricorda Guardabassi nella cui memoria sono ancora vividi certi episodi. «Guardi - fa con tono ammiccante e con l’aria fintamente stanca di chi in realtà muore dalla voglia di rammentare -, a Perugia c’era un certo Ceccucci, uno che pilotava piccoli aerei da turismo; ebbene questo personaggio, di punto in bianco sorvolando con il suo velivolo, andò a “bombardare” Camerino con sacchetti di escrementi, mentre la gente andava a messa, sporcando tutta la piazza, ma in ossequio ad una goliardia esasperata».
L’episodio divertentissimo non è però finito qui. «Gli studenti di Camerino – prosegue tutto d’un fiato Guardabassi – per vendicarsi dell’affronto partirono e riuscirono a rapire a Perugia, grazie ad uno stratagemma, il capo della goliardia perugina, tenendolo quindi “sequestrato” per una decina di giorni, noi però non restammo a guardare ed organizzammo la controffensiva. Predisponemmo cinque o sei autobus e di notte arrivammo a Camerino seminando il panico tra la gente con migliaia di petardi esplosi, mentre nel frattempo un manipolo di noi entrava dentro l’Università prendendone possesso».
Il bello è che la storia sempre più avvincente ha un seguito ancora più curioso. «Trascorsa una nottata intera i goliardi di Camerino si avvalsero dell’aiuto degli operai della zona, dei veri energumeni i quali di buon mattino entrarono dentro l’Università e ci conciarono per le feste ma dato che non eravamo ancora riusciti a liberare il capo goliarda perugino decidemmo di “rapire” il Rettore marchigiano che tuttavia con una certa abilità nei pressi di Foligno, con la scusa di una telefonata riuscì a liberarsi» conclude Guardabassi.
Questa però è solo una parte della storia; non della goliardia o di una Perugia ormai scomparsa ma bensì di un giovane che si scoprì cantante di buon livello, il resto naturalmente lo racconta lui con un eloquio ed una lucidità davvero invidiabili: «Negli anni cinquanta mi esibivo nelle orchestre da ballo, poi, nel 1962 conobbi a Roma Franco Migliacci, il famoso paroliere di Gianni Morandi e da lì cominciò la mia avventura di cantante professionista e di scrittore di canzoni (alcune per lo stesso Morandi) con tournèe in giro per il mondo arrivando a cantare al Festival di Napoli insieme a Claudio Villa» rammenta Guardabassi.
La storia si arricchisce quindi di nuovi capitoli: quello di disk jockey (come si diceva un tempo) innanzitutto. «Dal ’67 al ’79 lavorai alla Rai con programmi di buon successo come ad esempio “Dischi Caldi”, termine mutuato da una trasmissione americana, e nel 1976 presentai anche il Festival di Sanremo cosa che non capita a tutti, in quel periodo – osserva Guardabassi – venni accostato alle sorti della Perugia calcistica per due episodi: il primo riguardava la canzone “Alè Perugia” che ancora molti ricordano, il secondo invece ha a che fare proprio con la trasmissione che conducevo alla radio».
Ed è qui che rientrano in gioco Ilario Castagner ed il Perugia Calcio: “Durante il programma Dischi Caldi, nei minuti finali, recitavo a memoria una sorta di gag in cui dicevo: adesso ho l'obbligo di salutarvi perché devo andare a Perugia dove tra poco scenderanno in campo i Grifoni, quindi urlavo a squarciagola: Forza Perugiaaa. Pensi - ricorda divertito Guardabassi - che il programma veniva ascoltato dai giocatori e da Castagner il quale poi volle ringraziarmi pubblicamente per aver caricato in questo modo i suoi giocatori ed aver fatto guadagnare qualche punto in più alla squadra». L’ultimo capitolo del racconto è storia recente: la creazione di Radio Aut Marche ed il successo verso altri lidi ma la memoria, quella no non si tocca e neppure i dischi caldi, anche perché oggi, così come allora continuano a girare rinverdendo i ricordi e le menti di chi li ha ascoltati.




Giancarlo Guardabassi


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